Trama
L’asteroide Flora, 6 milioni di tonnellate di roccia, è in rotta verso la Terra: l’unico uomo in grado di salvarci è il prode – e pensionato – comandante Jack Rankin, il quale viene perciò richiamato in servizio e spedito su “Gamma 3”, stazione orbitale dalla quale coordinare una missione speciale. Nello specifico si tratta di piazzare alcune cariche esplosive sulla superficie del corpo celeste in modo da polverizzarlo prima che possa raggiungere il nostro pianeta.
Presso la base spaziale, Jack “riabbraccia” due vecchie conoscenze con cui non tarda a scontrarsi per motivi tanto professionali quanto personali: il capo della struttura Vince Elliott, ex-migliore amico cui viene imputata un’incapacità cronica nel comandare; e la dottoressa Lisa Benson con la quale aveva stretto una burrascosa relazione sentimentale (e che ora è in procinto di sposare proprio Elliott). Malgrado una serie di impreviste complicazioni, l’operazione è coronata da successo e la minaccia sventata; tuttavia, i rientranti astronauti non si accorgono di portare con sé una misteriosa poltiglia extraterrestre con la quale sono inavvertitamente venuti a contatto.
Tale blob ha la proprietà di reagire alla stimolazione elettrica aumentando di dimensione e originando creature al contempo bellicose e orripilanti. E così, nel giro di poche ore, “Gamma 3” si scopre completamente invasa da immondi sgorbi: mr. Rankin, dipendiamo nuovamente da te!
Quelle cellule si riproducono con un ritmo incredibile.
Critica
5Fantascienza all’acqua di rose in questa bizzarra coproduzione nippo-statunitense diretta da un apprezzato regista del Sol Levante e recitata da un cast imbalsamato nel quale spadroneggia un monoespressivo Horton nei panni di un decisionista tutto d’un pezzo avvezzo ad imporsi sugli altri in nome di un pragmatismo esasperato: del resto “dobbiamo farcela […] è inutile discutere“.
La vicenda di per sé sarebbe anche degna di interesse: non male l’idea di una sostanza corrusca e pulsante che, a contatto con l’energia elettrica, subisce un aberrante processo di divisione cellulare. Purtroppo però la realizzazione lascia parecchio a desiderare e su tutto aleggia un senso di svogliatezza e di incuria che porta il prodotto complessivo ad adagiarsi pigramente sui più triti stereotipi del genere.
A livello di trama, l’opera di Fukasaku consta di due parti ben distinte: ad una prima metà in cui ci vengono propinati svariati luoghi comuni del filone “Terra in pericolo”, con l’introduzione della fanghiglia aliena ne segue una seconda in cui ci si inoltra nel territorio dell’horror fantabiologico. Peccato che le creature di Akira Watanabe e Yukio Manoda, sorta di ridicolissimi cetrioloni tentacolati, siano un concentrato di weird nipponico che mal collima con la concezione occidentale della sci-fi – tendenzialmente quadrata e seri(os)a – sulla quale il film stesso è stato impostato.
Nullo sul versante scientifico (fiamme che divampano in assenza d’ossigeno, suoni che si propagano nel vuoto, la gravità ridotta ad opinione), “Il Fango Verde” ha trovato comunque parecchi estimatori nei fan di quella fantascienza-giocattolo figlia dei sixties caratterizzata da colori “sparati”, scenografie in salsa pop stracolme di modellini e personaggi a due dimensioni intenti a combattere improbabili mostruosità.
In fondo e nonostante tutto, fintantoché gli attori non aprono bocca, c’è pure il rischio di divertirsi.
Maggiori Info
Citazioni
- Quelle cellule si riproducono con un ritmo incredibile, una rapidità che non esito a definire 'spaventosa'!
- Gamma 3 è infestata da esseri di origine ignota [...] imposta quarantena totale.
- Le loro cellule sanguigne sono come semi che danno vita a nuovi esseri.
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