Trama
La banda di balordi motorizzati capeggiata dallo psicopatico Packard Walsh scorrazza per le strade dell’Arizona con l’obiettivo di rubare le auto delle vittime designate dopo averle obbligate a partecipare a gare di velocità dall’esito scontato.
Un giorno, nella cittadina di Brooks fa la sua comparsa un misterioso straniero che, da una parte si premura di coltivare una relazione sentimentale con Keri, ragazza al centro delle attenzioni di Packard, il quale non ha esitato ad ammazzarle il fidanzato Jamie pur di averla tutta per sé; dall’altra se la prende con i membri della gang provocandoli e coinvolgendoli in sfide letali con la propria Turbo nera.
Ovviamente si tratta di una sorta di Jamie 2.0, tornato dall’aldilà per saldare i conti con chi l’ha brutalmente assassinato. Del resto, il suo aspetto fisico non si discosta granché da quello del morto, per quanto incredibilmente nessuno sembri stupirsene e persino la sua ex non vada oltre ad una fugace osservazione (“Jamie ti assomigliava molto“).
Fossi in lui, un po’ me ne risentirei…
Nessuno riesce a fermare chi non può essere fermato.
Critica
4.5Storia di vendetta ultraterrena che punta forte sulla componente dell’intrattenimento e che anticipa di quasi un decennio il ben più quotato “Il Corvo – The Crow” (1994) di Proyas.
Concepito espressamente per un pubblico adolescenziale, il film del semi-esordiente Marvin frulla in maniera piuttosto scriteriata generi e situazioni tipiche dei B-movie del periodo: e così, su una base fatta di thriller on-the-road e di azione adrenalinica, questi ci spruzza un pizzico di patetico sentimentalismo, qualche grammo di orrore soft ed una goccia di patinato erotismo (curioso il fatto che, a dispetto di quanto inducano a credere il titolo nostrano ed il look futuristico del redivivo, gli elementi fantascientifici risultino sostanzialmente assenti).
La vicenda, caratterizzata da sesquipedali livelli di ripetitività e banalità e mal sorretta da una sceneggiatura cosparsa di voragini narrative, riesce comunque nell’intento prefissato di divertire: il ritmo è vispo, i pirotecnici effetti speciali efficaci, la galleria dei buzzurri di turno pittoresca quanto basta, i dialoghi scioccamente spassosi (roba della serie “Ok, amico: adesso digerisci la boria che ti riempie di merda e d’aria fritta e dimmi chi era quel figlio di puttana che guidava l’altra macchina“). Oltretutto, l’intera pellicola è percorsa da un’elettrizzante colonna sonora stracolma di successi hard e pop-rock in grado di catapultare lo spettatore nei mitici eighties (Lion, Stan Bush, Tim Feehan, Ozzy Osbourne, Bonnie Tyler, Billy Idol, Ian Hunter, Robert Palmer).
Ricco di figli e fratelli d’arte, il cast non brilla in quanto a doti recitative; particolarmente anonima la prova del protagonista Sheen, belloccio dall’espressione di gesso e dal luogo comune sempre in rampa di lancio (“Il coraggio non si ottiene al comando. […] Arriva il momento in cui bisogna ribellarsi“); se la cava meglio il giovane Cassavetes nei panni dello squilibrato Packard.
Ad ogni modo, gli appassionati del cinema di genere – e dei motori truccati – apprezzeranno.
Maggiori Info
Citazioni
- Stammi bene a sentire, figlio di puttana: là fuori c'è uno che usa l'auto per ammazzare la gente!
- "Cosa c'è in giro?" "Un fantasma, no? Uno spettro... uno spirito dannato, Dio lo sa che cosa!"
- Nessuno riesce a fermare chi non può essere fermato.
- Rugs, hai mai visto una macchina così?
Curiosità
- Elenco dei modelli automobilistici presenti nel film associati ai rispettivi proprietari: I) Chevrolet Corvette C3 (Packard Walsh); II) Dodge Daytona Turbo Z (Oggie); III) Pontiac Firebird Formula (Minty); IV) Plymouth Barracuda (Skank e Gutterboy); V) GMC Sierra (Rughead); VI) Dodge M4S Turbo Interceptor (il Replicante); VII) Dodge Daytona Shelby Z (George); VIII) Triumph Spitfire 1500 (Billy).
- Come sopraccennato, il cast è composto da numerosi figli/fratelli d’arte. Nello specifico: I) Nick Cassavetes, figlio di John Cassavetes e Gena Rowlands; II) Charlie Sheen, figlio di Martin Sheen; III) Clint Howard, fratello minore di Ron Howard; IV) Griffin O’Neal, figlio di Ryan O’Neal; V) Randy Quaid, fratello minore di Dennis Quaid.
- Titolo originale: “The Wraith”, ovvero “Lo Spettro”.
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