Trama
Un branco di alieni macrocefali decide di invadere il solito paesino della provincia americana. Zona prescelta per l’atterraggio del disco volante è un boschetto di proprietà di un vecchio spaccapalle nel quale coppie di innamorati sono solite appartarsi.
Un primo “incidente diplomatico” si ha quando l’auto di due fidanzatini – che ovviamente procede tra le frasche a fari spenti – investe uno dei visitatori: spaventati dalle grottesche fattezze della creatura, i ragazzi si dirigono nella vicina fattoria in cerca di soccorso. Nel frattempo, un cazzaro, accortosi della presenza aliena, ha la pessima trovata di raggiungere il luogo dell’incidente e di tentare di rimuovere il corpo del morto. La sua intenzione è quella di portarselo a casa, ficcarlo nel frigorifero e lucrarci sopra; tuttavia, il “bel” proposito finisce col naufragare per cause di forza maggiore.
Ben presto, in loco giungono pure le forze dell’ordine, il cui fragoroso intervento movimenterà ulteriormente la lunga nottata.
Il primo, il solo, l'unico, autentico disco volante!
Critica
3Immane boiata diretta da Edward L. Cahn a partire dal racconto “The Cosmic Frame” di Paul W. Fairman. Poverissimo nei mezzi e nelle idee, il film tenta coi suoi toni da commedia sfilacciata di parodiare gli stilemi propri della fantascienza d’invasione, ma il risultato è altamente deprimente, sebbene non manchi qualche trovata potenzialmente simpatica (le dosi massicce di alcool somministrate dagli alieni, le discutibili procedure adottate dagli ottusi militari a cospetto del disco volante…).
Una volta preso atto che l’ironia fatica a trasmettersi dalla teoria alla pratica, non resta che convenire sul dilettantismo e sulla pochezza di questa farsa mal riuscita: sceneggiatura assente, attori raccattati con modalità random dalla strada, dialoghi mediamente penosi (roba del tipo “Guardate! Sono mostruosi!” o “Le storie top-secret sono sempre grattacapi“).
L’immeritata fama di cult che il qui presente pare essersi guadagnato col passare degli anni è dovuta principalmente alla rappresentazione dei mostriciattoli extraterrestri, la cui grottesca fisionomia è stata più volte motivo di ispirazione (le coeve figurine della “Topps” e, a distanza di 40 anni, il “Mars Attacks!” di Tim Burton ne sono un esempio).
Visto oggi, “Invasori dall’Altro Mondo” colpisce soprattutto per la descrizione – in gran parte involontaria – di un quadro d’epoca moralmente desolante: un’America di provincia popolata da perdigiorno e da teenager imbecilli intenti esclusivamente a sollazzarsi e ad inquinare impunemente l’ambiente. Fortunatamente, il cinema da drive-in ha sfornato prodotti assai più riusciti di questo cialtronesco pastrocchio.
Maggiori Info
- Tratto dal racconto "The Cosmic Frame" (1955) di Paul W. Fairman
Citazioni
- Il primo, il solo, l'unico, autentico disco volante! [...] Io l'ho visto!
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