Trama
Il fisico Tony Nelson è convinto che, attraverso specifiche stimolazioni a livello atomico, sia possibile penetrare qualsiasi tipologia di materiale. Dopo aver perso il lavoro a causa di un incidente, il giovane scienziato decide di andare a trovare il fratello Scott – anch’egli esperto di fisica – presso l’istituto di ricerche finanziato dall’opportunista Carson.
A causa di passati screzi, il rapporto tra i due fratelli si rivela essere piuttosto ambivalente; ciò nonostante, Scott decide di presentare a Tony la sua assistente Linda, donna che aspira segretamente a sposare. Ovviamente quest’ultima finisce con l’innamorarsi dell’ultimo arrivato, la qual cosa accresce nel povero Scott uno stato di frustrazione già da tempo alimentato da una condizione lavorativa avara di soddisfazioni, nonché da un non meglio identificato problema di salute (sembra esserci di mezzo un’anomalia a livello celebrale).
In un momento di intensa rabbia, egli trafuga le attrezzature di Tony e comincia ad armeggiarci sopra: scoprirà a proprie spese che le teorie pseudoscientifiche del fratello erano in realtà corrette…
Due oggetti possono occupare lo stesso posto nello stesso momento in determinate condizioni.
Critica
5Ritorno alla sci-fi per il regista di “Fluido Mortale” (1958), qui alle prese con una vicenda di stampo classico dai toni moraleggianti (quando il sapere scientifico sottostà agli egoismi del singolo, dolore e morte si profilano inevitabili all’orizzonte).
All’origine dell’operazione c’è ancora una volta il produttore e writer Jack H. Harris (quello di “Dinosaurus!”, 1960), non certo un paladino della fantascienza hard, cosa che in questo caso è ancor più evidente dal momento che ogni spiegazione scientifica sul formidabile processo di penetrazione della materia viene puntualmente accantonata per far posto a concetti più in linea con la filosofia di Schopenhauer che con la fisica delle particelle. Del resto, ingrediente basilare per la riuscita dell’esperimento risulterà essere nientemeno che la volontà del soggetto!
A livello narrativo, dopo una prima parte lenta e farraginosa (deprimente la storia d’amore comprensiva di giochetti infantili tra Tony e Linda, una giovane Lee Meriwether con addosso mezzo chilo di rossetto), il film inizia ad ingranare grazie anche all’avvento della componente orrorifica – riassumibile nella trasformazione del protagonista in una sorta di vampiro succhia-energia.
Tra le particolarità degne di nota, segnaliamo la bizzarra e un “tantino” invadente colonna sonora jazz di Ralph Carmichael e la presenza di simpatici titoli d’apertura che richiamano alcuni test neuropsicologici sullo shift attentivo (ciascuna scritta è anticipata da una freccia che indica il punto in cui comparirà). Avrà gradito Michael Posner, una vera autorità nel settore.
Maggiori Info
Citazioni
- Non è un mago, non può volare, non è invisibile: è vero e solido come voi e me. L'unica cosa è... che può attraversare i muri e io no.
- Due oggetti possono occupare lo stesso posto nello stesso momento in determinate condizioni.
- Potrebbero esserci conseguenze che noi ignoriamo... fatti visitare da un dottore.
- Ti piace ricullarti con le tue teorie e vivere come un alchimista del XVI secolo.
- Sono il padrone della materia!
Curiosità
- La pellicola segna il debutto sul grande schermo di Lee Meriwether, fresca vincitrice del concorso “Miss America” (1955). Ella interpretò il ruolo della donna di scienza anche nel serial fantascientifico “The Time Tunnel” (1966-1967) – per l’occasione impersonava un’elettrobiologa incaricata di determinare quanta forza e quanto calore sia in grado di tollerare un crononauta. Nel complesso, nonostante abbia preso parte ad un gran numero di lungometraggi nella sua lunga carriera, la Meriwether è maggiormente conosciuta per le sue frequenti apparizioni televisive: del resto, la ritroviamo in oltre 80 diverse serie Tv nell’arco di un settantennio, da “Star Trek” (1969) a “CHiPs” (1979-1980), da “Barnaby Jones” (1973-1980) a “Desperate Housewives” (2012). Uno dei suoi ruoli più memorabili fu quello di Catwoman nel “Batman” del ’66, primo adattamento cinematografico a colori del celebre personaggio della “DC Comics”.
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