Trama
La missione della marziale Yuki, sorta di guerriera addestrata con cinismo da un’organizzazione segreta, consiste nel recuperare la valigetta in possesso di un comune criminale.
Le cose si complicano quando questa finisce nelle mani di una coppia di sciacquette. Dopo averne uccisa una senza difficoltà, Yuki si appresta a fronteggiare la di lei compagna, Kyoko: inaspettatamente quest’ultima si rivelerà essere un osso assai più duro del previsto…
Maki, ti vendicherò!
Critica
3Dilettantesco fino al midollo e immerso in un clima da squallido pornazzo amatoriale (sebbene le insistite scene di sesso non raggiungano mai veramente l’hardcore), “Kyoko Vs. Yuki” costituisce un “degno” rappresentante di quel cinema underground nipponico di cui Daisuke Yamanouchi è da sempre terribile cantore – basti pensare al disturbante “Girl Hell 1999” (1999).
Tuttavia, la desolante descrizione di un Giappone popolato esclusivamente da perversioni e violenza lascia il tempo che trova dinanzi all’insensatezza della trama, alla cagneria delle recitazioni, a quel programmatico inserimento di componenti trash oltremodo ricorrente nel “made in Japan” (dalla ninfomane obesa che tromba con addosso i ciabattoni della nonna, agli iperbolici effetti sonori di viva viscosità degli slinguazzamenti).
Il sangue scorre copioso, sebbene gli effettacci splatter abbiano sempre un che di rozzo e di imperfetto. Senza dubbio la prolungata sequenza “lesbo-necrofilica” mira a costituire l’apice dello shock, un atroce mix di parafilia e cattivo gusto che potrà far contenti i fan del morboso – che sono in fondo gli unici spettatori ai quali quest’opera tanto estrema quanto dozzinale è consigliata.
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