Uno sguardo al cinema horror e di fantascienza.

Ci pensa Herschell Gordon Lewis - finanziato dall'amico e socio David Friedman - ad inaugurare la sagra del "gore" e lo fa attraverso una lunga serie di lavori scalcagnati che indugiano con palese compiacimento su elementi raccapriccianti quali arti mozzati, bulbi oculari estirpati, corpi sventrati. Sebbene stiamo parlando di film nei quali la componente ematica risulta ancora piuttosto "statica" - il sangue appare rappreso o altamente viscoso -, è indubbio come una tale estetica abbia fortemente contribuito a indicare la via che condurrà di lì a poco all'effettivo "splatter" (termine coniato dal critico americano John McCarthy e teso a richiamare l'idea del getto arterioso e delle "frattaglie" schizzanti).
Intrisi di violenza e di pulsioni erotiche, i cinici anni '70 si configurano quale vero e proprio laboratorio sperimentale in materia di offese e lacerazioni anatomiche. Eppure saranno i mitici eighties, decennio edonista per eccellenza, a rappresentare la vetta dello splatter, grazie soprattutto ad un nugolo di "autori pensanti" che hanno saputo sfruttare i canoni del body-horror per dare vita a opere di notevole valore artistico-concettuale. Ad ogni modo, sia che si tratti di cinema impegnato o che si punti al puro e semplice intrattenimento, l'importante è che finalmente il sangue scorra copioso, zampilli dagli squarci dermici, sgorghi dalle ferite, fiotti e gorgogli entro un mosaico di viscere pulsanti e di viscide interiora...
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