Trama
Un branco di adolescenti mediamente mentecatti decide di organizzare il party di Halloween – che per gli autori del doppiaggio equivale a carnevale – in un ex-obitorio di periferia: gli spiriti immondi ivi dimoranti non tarderanno a rovinare la festa prendendo possesso dei corpi degli invitati e trasformandoli in rivoltanti mostruosità antropofaghe. Del resto trattasi di un’abitazione “posseduta”.
Ho sentito cose strane su questo posto fin da quando ero piccola...
Critica
4Palesemente ispirato al baviano “Dèmoni” (1985) – oltre che all’imperituro “La Casa” (1981) di Raimi – il film di Tenney è il classico b-movie anni ’80 grondante sangue e liquami d’ogni sorta (a tal riguardo, make-up ed effetti speciali mantengono ancor oggi una discreta efficacia).
A livello di plot la vicenda fatica a decollare e, una volta in volo, annoia esponenzialmente col procedere dei minuti. L’idiozia scatologica connotante buona parte dei personaggi, che sembrano strettamente imparentati coi buzzurri capeggiati da Suicidio de “Il Ritorno dei Morti Viventi” (1985), consente tutt’al più di farsi quattro innocue ghignate, ma la pellicola nel suo complesso è davvero mediocre e la fama di cult che suole portarsi appresso – e che l’ha resa oggetto di evitabili sequel e remake – ben poco meritata.
Celebre la sequenza in cui la scream queen Linnea Quigley si inserisce senza apparente motivo un rossetto nel capezzolo.
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Citazioni
- Un giovane coraggioso si era perso e si insediò qui con tutta la sua famiglia: lo ritrovarono per caso tre settimane dopo sotto una tenda che aveva costruito a fatica con la pelle della sua squaw ... e stava rosicchiando una gamba del suo bambino.
- Ho sentito cose strane su questo posto fin da quando ero piccola... La famiglia Hull ha fatto una fine orribile, non è vero?
- Noi li abbiamo sentiti e visti: il rumore, il puzzo e il freddo sono tutti segni di infestazione demoniaca!
- Volete starmi ad ascoltare? Non sono fantasmi: questa casa non è infestata, è posseduta!
Curiosità
- Film da non confondere con l’omonimo horror di Michel Levesque del 1971, bizzarro mix di bikerploitation e licantropia.
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