Trama
Lo spirito dell’anguicrinita Megera, orrenda creatura mitologica capace di pietrificare chiunque la guardi in viso, infesta un paesino della Foresta Nera e, in special modo nelle notti di luna piena, per i suoi terrorizzati abitanti sono dolori. Chiuso in un cupo silenzio alla pari degli altri, l’ambiguo dottor Namaroff è il solo ad aver intuito una scomoda verità.
L’avvento di alcuni stranieri decisi a far luce sulla morte violenta di un giovane pittore loro congiunto avrà ripercussioni deflagranti sulla comunità locale.
Un dolore mortale mi preme il petto... sto diventando di pietra.
Critica
6.5Diretto dal maestro Terence Fisher a partire dall’intrigante sceneggiatura del valido Gilling, un tetro gotico carico d’atmosfera nel quale la lezione di Val Lewton circa l’ineffabilità del reale e le ignote forze che sogliono perturbarlo trova terreno fertile nel mitologema sul potere della visione (elemento che ha portato alcuni critici a interpretare la vicenda come un sorta di allegoria della scopofilia).
Sebbene la limitatezza del budget si ripercuota in negativo sulla qualità di trucchi ed effetti speciali, ciò non pregiudica la possibilità di approfondire la dimensione psicologica dei personaggi, la qual cosa consente al regista di sviluppare riflessioni tutt’altro che banali in merito alla dicotomia Bene/Male, alla complessità della natura umana, nonché all’interdipendenza sussistente tra il piano cognitivo e quello emotivo.
In particolare, viene analizzata la credenza secondo cui il silenzio, attraverso un’azione di contenimento dell’emotività negativa, possa rappresentare un mezzo in grado di esercitare forme di controllo nei confronti degli orrori generati dalla realtà (“La gente di Vandorf sa che questi fatti sono avvenuti, ma non osa parlarne per paura. Fingono di non saperne niente, perché riconoscere che sono avvenuti aumenterebbe il terrore“). Non è un caso che simili argomentazioni richiamino il pensiero di importanti autori del recente passato (dagli aforismi leopardiani della serie “Il genere umano non odia tanto chi fa del male, né il male stesso, quanto chi lo nomina”, ai processi difensivi individuati in ambito psicanalitico da Sigmund Freud), il cui comune denominatore risiede nell’aver contribuito a smontare l’idea illuministica dell’uomo quale essere prettamente razionale.
Oltretutto, risulta sempre più evidente come siano gli eventi medesimi che occorrono nel mondo a rigettare le restrizioni di un inquadramento logico-rigoroso: la battaglia tra sovrannaturale e scienza vede dunque quest’ultima soccombere, nonostante il film pulluli di luminari smaniosi di tradurre nel loro rassicurante linguaggio un insieme di evidenze a dir poco sconcertanti. Del resto, lo stesso Herbert Spencer, esponente di spicco del positivismo anglosassone citato nel qui presente, giunse ad affermare: “Il fatto che il mondo sia un mistero costituisce una conclusione a cui la stessa scienza deve arrivare”.
Per quel che riguarda il cast, ottima la prova di un Peter Cushing dal look inedito (barbetta e favoriti) alle prese con un personaggio decisamente scostante. Dunque, per una volta, spetta al baffuto Christopher Lee la parte del “buono”: peccato solo che per assistere all’incontro/scontro tra i due mostri sacri dell’horror sia necessario attendere un’era geologica.
La fotografia in Technicolor è opera di Michael Reed. Produce la britannica “Hammer”.
Maggiori Info
Citazioni
- Sette persone hanno trovato la morte nella foresta di Vandorf da cinque anni in qua, e nello stesso identico modo: i corpi pietrificati!
- [La gente] cerca di negare l'esistenza di una cosa che non riesce a spiegarsi. Megera è inesplicabile e terrorizzante.
- Megera esiste, Signor Heitz [...] Non sarei viva se l'avessi vista.
- Un dolore mortale mi preme il petto... sto diventando di pietra.
Curiosità
- A differenza di quanto sostenuto dal professor Heitz, nella mitologia greca Megera e Tisifone non sono sorelle di Medusa, bensì costituiscono insieme ad Aletto le tre Erinni, spietate personificazioni della vendetta. La triade delle gorgoni dallo sguardo assassino è invece composta da Medusa, l’unica mortale, Euriale e Steno.
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