Trama
Il dottor Bonnet, apprezzato medico e scultore, sotto un velo di apparente normalità, cela un incredibile segreto: egli infatti ha scoperto ed applicato su se stesso una procedura chirurgica che gli permette di vivere indefinitamente e che consiste nella periodica sostituzione di un’imprecisata ghiandola corporea.
Ora, essendo trascorsi quasi dieci anni dall’ultimo intervento, Bonnet necessita di una nuova operazione: tuttavia, questa volta l’uomo si trova dinanzi a difficoltà inattese, le quali rischiano di pregiudicare il buon esito dell’intervento.
Pur di prolungare la sua innaturale lunga vita, il nostro si rivelerà disposto a tutto…
Devo sollevare il sipario della vita e vedere quello che vi è al di là!
Critica
6.5Attraverso la personale trasposizione di una piéce di Barré Lyndon dagli echi wildiani (“The Man in Half Moon Street”, 1945), Terence Fisher dà vita ad un’interessante variante sul classico topos dello scienziato invasato.
Sebbene la vicenda, risentendo in parte della sua derivazione teatrale, riveli un carattere statico e didascalico, il risultato è più che dignitoso: la bella caratterizzazione dei personaggi consente infatti al regista di sviluppare riflessioni su tematiche impegnate quali i rapporti tra etica ed estetica, il ruolo assunto dalla scienza nell’epoca moderna, l’eterna dicotomia tra il Bene e il Male. In questo senso, riveste notevole importanza la figura del saggio dr. Weiss, le cui considerazioni sulla responsabilità morale delle azioni condotte e sulle loro conseguenze funge da contraltare all’egoistico cinismo del suo folle collega (“Perché la morte di un altro essere umano dovrebbe essere meno importante della tua morte? Ma con che diritto dunque decidi una cosa simile?“).
Molto buona la prova del cast: oltre ad Anton Diffring, mad doctor assai convincente, ricordiamo i sempre graditi contributi di Christopher Lee e di Hazel Court, impegnati per l’occasione in ruoli di supporto.
Numerosi i riferimenti e le citazioni ai grandi classici dell’orrore: si va dall’hammeriano ciclo Frankenstein, a “Dracula il Vampiro” (1958) – la dissoluzione fisica di Bonnet -, a “Il Dottor Jekyll” (1931) di Rouben Mamoulian.
Maggiori Info
- Ispirato all'opera teatrale "The Man in Half Moon Street" (1939) di Barré Lyndon
Citazioni
- Devo fare quel che nessun uomo ha fatto mai prima: devo sollevare il sipario della vita e vedere quello che vi è al di là!
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