Uno sguardo al cinema horror e di fantascienza.

Facciamo quotidiano riferimento al concetto di tempo, ce ne serviamo in ogni nostra attività, ma spiegare in cosa il tempo realmente consista o quale sia la sua natura è una vera e propria sfida all'umano intelletto. Già nel mondo antico ci hanno provato in molti a fornire una definizione, ciascuno attraverso la propria sensibilità e prospettiva: dalla visione prettamente metafisica dei Pitagorici ("Il Tempo è la sfera tutto abbracciante"), a quella fisico-matematica offerta da Aristotele ("Il Tempo è la misura del movimento secondo il prima e il dopo"), fino ad arrivare alla concezione agostiniana, sorta di avanguardia esistenzialista ("Il Tempo è la tensione dell'anima che si volge per un verso al passato e per l'altro all'avvenire").
Il retaggio eracliteo della temporalità intesa come inesorabile scorrere degli eventi viene accolto dalla fisica newtoniana, la quale considera il tempo un parametro assoluto. Nel 1905 ci pensa Albert Einstein a sconvolgere ogni cosa. Partendo da due "semplici" postulati - il "Principio di relatività speciale" e l'invarianza della velocità della luce - egli giunge alla conclusione che il tempo è relativo. Affermazione di una portata rivoluzionaria, anche perché l'idea di un tempo dipendente dal movimento suggerisce la possibilità che esso sia in qualche modo manipolabile. La dilatazione temporale prevista dalla Relatività speciale è stata dimostrata sperimentalmente in più di un'occasione; nel caso di velocità prossime a quella della luce, essa sarebbe tale che l'ipotetico crononauta sbarcherebbe letteralmente nel futuro. Teoricamente corretto, ma gli ostacoli pratici sono innumerevoli e - al momento - insormontabili.
Nel 1916, Einstein pubblica la Relatività generale, teoria che gli consente di estendere le leggi fisiche della relatività speciale pure ai sistemi di riferimento non inerziali (ovvero, in moto accelerato) (+). Scopriamo così quel fenomeno controintuitivo che consiste nella dilatazione gravitazionale del tempo e che consentirebbe di viaggiare nel futuro previo il prolungato accostamento ad un oggetto straordinariamente massivo (vi dice niente il buco nero del film "Interstellar"?). Del resto, dal punto di vista della Relatività generale, l'interazione gravitazionale non è un'azione a distanza esercitata da una supposta forza, bensì un effetto della deformazione che lo spaziotempo subisce a causa della materia e dell'energia presenti nel cosmo (+).
La curvatura dello spaziotempo introduce la regina delle speculazioni sul fronte "time travel", ovvero il viaggio nel passato. La questione è strettamente connessa con l'esistenza o meno di "curve temporali chiuse", linee di universo le cui particelle, proseguendo nel loro viaggio, finirebbero per ritrovarsi al punto d'inizio, tanto spazialmente quanto temporalmente (quindi nel passato). Affinché tali linee non superino la velocità della luce è necessario appunto che lo spaziotempo non sia piano. Sul finire degli anni '40, il matematico Kurt Gӧdel fu tra i primi ad individuare nelle equazioni di Einstein soluzioni compatibili con la presenza di curve temporali chiuse. Basandosi sui propri calcoli, egli elaborò un modello di universo nel quale sarebbe stato possibile spostarsi nel passato. Tra le altre "macchine del tempo" proposte da eminenti personalità ricordiamo il "Cilindro di Tipler" ed il "Tubo di Mallett".
Fino a qui abbiamo elencato esempi di dispositivi teorici tesi a sfruttare eventuali curve temporali chiuse. Esiste tuttavia un'ulteriore famiglia di "congetture" che, invece di identificare configurazioni spaziotemporali capaci di rispettare i vincoli imposti dalla Relatività generale, tentano di aggirarli. Entra in scena il celebre "iperspazio geometrico", ideale escamotage tramite cui "ingannare" quel limite frustrante che vieta all'informazione di superare la velocità della luce. Il punto d'accesso a questa scorciatoia cosmica prende il nome di "porta del tempo". Fra quelle ipotizzate, la più famosa è rappresentata dal "wormhole" o "ponte di Einstein-Rosen". Come singolarità dello spaziotempo prodotta da due buchi neri, il wormhole rientra nelle soluzioni delle equazioni di Einstein. Assai più fantascientifica è la convinzione che si tratti di un cunicolo utilizzabile per accedere all'iperspazio e "teletrasportarsi" altrove. Uno dei tanti problemi inerenti a detti tunnel riguarda il modo di tenerli "aperti", dal momento che tenderebbero a collassare gravitazionalmente. Ad esempio, i wormhole transitabili descritti nel "Contact" di Sagan - da cui Zemeckis ha tratto l'omonima pellicola del 1997 - vengono "stabilizzati" con l'ausilio di materia esotica dalle ignote proprietà antigravitazionali.
Nelle opere di sci-fi (e non solo), il viaggio nel tempo può assumere forme ancor più bizzarre di quelle sopra accennate: dalla macchina vittoriana caratteristica dello Steampunk ("L'Uomo che Visse nel Futuro", 1960), all'apertura di portali magici ("L'Armata delle Tenebre", 1993); dagli impulsi tachionici regolati sulle frequenze del sonno ("Il Signore del Male", 1987), all'assunzione di peculiari tipologie di sostanze stupefacenti ("Synchronic", 2019). C'è poi la variante dell'inversione temporale, palese violazione del secondo principio della termodinamica, che ritroviamo tanto nel contesto della narrativa ("In Senso Inverso", 1967; "Hyperion", 1989) quanto in quello della fiction ("Tenet", 2020). Da ultimo, menzione d'obbligo va al "cronovisore", mitico apparecchio che, debitamente programmato, permetterebbe di assistere ad avvenimenti della storia passata o futura. Sarebbe stata questa l'invenzione di padre Pellegrino Ernetti, monaco benedettino le cui mirabolanti asserzioni sono al centro di una pittoresca leggenda vaticana. Resta il fatto che, di trame incentrate su simili visualizzatori temporali, letteratura e cinema abbondano - si pensi al cronoscopio adoperato dagli Etici nel romanzo di Philip J. Farmer "Il Fiume della Vita" (pubblicato nel 1971) o alla tecnologia immaginata nel "Paycheck" (2003) di Woo, lungometraggio ispirato ad un breve racconto di Philip K. Dick (+).
In generale, la possibilità di viaggiare nel tempo - specialmente nel passato - è foriera di situazioni antinomiche che vanno a toccare elementi cardine della nostra interpretazione del reale, quali il principio di causalità ed il libero arbitrio. Paradossi come quello del nonno o quello della co-esistenza sollevano i quesiti del "se" e del "come" l'universo sia in grado di proteggere la cronologia. Autori di fama mondiale hanno riflettuto sulla faccenda: la "Censura cosmica" invocata da Hawking, il "Principio di Autoconsistenza" di Novikov, i mondi paralleli di Everett III sono tutti tentativi volti a impedire la formazione di scenari paradossali. La verità è che per raggiungere un'autentica e profonda comprensione della materia diviene fondamentale svelare i segreti della gravità quantistica: fino a quando la scienza contemporanea non riuscirà a superare l'apparente incompatibilità tra le leggi del subatomico - dove la stessa dimensione temporale sembrerebbe perdere la sua continuità - e i dettami della Relatività generale (base degli attuali modelli cosmologici della struttura ed evoluzione dell'universo), la nostra curiosità sui misteri del tempo dovrà accontentarsi di suggestioni naif e di risposte tutt'altro che rigorose.
La tabella sottostante include solo i film che abbiamo già recensito, filtrati per il corrente Tag. Sappiamo bene che mancano molti titoli importanti: arriveranno col tempo. Alcune funzionalità sono riservate ai nostri sostenitori Patreon.
| Titolo | Regia | Anno | Voto |
|---|---|---|---|
| Frankenstein Oltre le Frontiere del Tempo | Roger Corman | 1990 | 4 |
| Terminator 2 - Il Giorno del Giudizio | James Cameron | 1991 | 8 |
| The She-Creature | Edward L. Cahn | 1956 | 6 |
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