Trama
L’anonimo Morgan Sullivan, desideroso di intraprendere una carriera nello spionaggio industriale, riesce a farsi assumere dalla potente “Digicorp”, la quale gli dà una nuova identità e lo incarica di prendere parte ad importanti convention in giro per il mondo allo scopo di carpire dati sensibili.
Tuttavia, col passare del tempo, l’uomo è assalito da emicranie via via più acute che, insieme ad altri fatti inspiegabili, alimentano in lui confusi sospetti sulla natura del proprio lavoro. L’incontro con Rita Foster, misteriosa donna che sembra sapere molte cose sul suo conto, permetterà a Sullivan di venire a conoscenza di una realtà a dir poco agghiacciante…
Lei è Morgan Sullivan. Non è Jack Thursby.
Critica
6.5A cinque anni di distanza dal claustrofobico “Cube – Il Cubo” (1997), Natali realizza un raffinato noir fantascientifico pregno di echi dickiani, oltre che di costanti rimandi ai capolavori anni ’60 di John Frankenheimer. Del resto, il processo di cui è vittima il protagonista Morgan Sullivan sembra un mix tra i complotti orditi nel bellissimo “Va’ e Uccidi” (1962) e la cinica logica capitalistica descritta nell’altrettanto notevole “Operazione Diabolica” (1966) – “Se non avessimo interrotto il processo del lavaggio del cervello, [lei] sarebbe come gli altri partecipanti alle conferenze: programmato con una nuova identità, spedito nelle società di tutto il mondo e buttato via al momento che la sua utilità venisse meno alla Digicorp“.
Identità, verità e controllo sono le tematiche principali di un’opera caratterizzata da uno stile al contempo algido ed elegante – assai suggestiva in questo senso risulta essere l’asettica fotografia di Derek Rogers. Di conseguenza, l’intera vicenda si ritrova immersa in un’atmosfera irreale in grado di veicolare un pervasivo senso di incertezza, la qual cosa consente di giudicare con maggiore indulgenza una trama eccessivamente intricata, sorta di gioco delle scatole cinesi figlio di un universo allucinato.
Poco considerato dal grande pubblico e ignorato da una parte della critica, “Cypher” è a tutt’oggi un film ingiustamente sottovalutato.
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Citazioni
- Ci avrò messo forse un bel po' ad arrivare a questo punto signor Finster, ma ora che ci sono... voglio andare fino in fondo!
- Si ricordi sempre chi è. Lei è Morgan Sullivan. Non è Jack Thursby.
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