Trama
Tanzania. Nei pressi di una struttura all’avanguardia che affonda per centinaia di metri al di sotto del livello del terreno, la squadra del professor Sorenson è impegnata a realizzare un ambizioso progetto di perforazione che mira a raggiungere il cuore pulsante del nostro pianeta.
L’obiettivo è quello di arrivare al magma, così da ottenere una fonte energetica pressoché inesauribile (“Se noi riusciamo a portare questa massa incandescente alla superficie in modo controllato, avremo più energia di quella che ci potrà servire“).
Purtroppo, il buon esito dell’operazione è minacciato dalla scoperta di un sottile strato all’apparenza imperforabile. Sorenson, la cui fretta di procedere è acuita dalle sue precarie condizioni di salute, convince una commissione scelta ad approvare l’impiego di un congegno termonucleare da 10 megatoni. L’esplosione dell’ordigno provoca una profonda ferita nella crosta terrestre, una spaccatura che inizia ad espandersi rapidamente lungo la fossa di Macedo causando cataclismi al suo passaggio e mettendo a repentaglio l’integrità stessa della Terra.
Al fine di evitare il peggio, l’idea è quella di calare una seconda carica atomica lungo il cono del vulcano Tukamoa in modo che l’inaudita pressione generatasi in precedenza trovi un’adeguata valvola di sfogo. Tuttavia, il nuovo brillamento ha il solo effetto di produrre una deviazione nell’avanzata della spaccatura, la quale ora punta dritta verso i laboratori di Sorenson!
Dobbiamo affrontare il fatto che noi abbiamo causato una spaccatura nella crosta terrestre!
Critica
6Fantascienza catastrofica di metà anni ’60 prodotta dalla Paramount, “Esperimento I.S.” affronta il tema delle energie rinnovabili, concentrandosi sulla possibilità da parte dell’uomo di sfruttare integralmente il gradiente geotermico grazie alle avveniristiche proposte del fantomatico “Inner Space Project”.
Si tratta in realtà di un pretesto per sviluppare una riflessione sul potenziale distruttivo insito nella tecnologia dell’era nucleare (si fa esplicito riferimento all’evidenza di incrinature nella crosta terrestre quale “risultato di molti anni di esperimenti atomici sotterranei“) e per evidenziare il pericolo di sconquassi ecologici che un suo utilizzo scriteriato è in grado di provocare.
Estremamente significativa a riguardo è la figura del professor Stephen Sorenson (Dana Andrews), responsabile del progetto: sebbene animato da nobili propositi (“Tramite questo impianto pilota forse riusciremo […] a dare a tutta l’umanità una vita di abbondanza fino al più lontano avvenire“), egli finisce col sottovalutare in modo deliberato gli apocalittici rischi dell’operazione a causa di esigenze prettamente personali (“Avevo fretta, non potevo sopportare l’idea che qualcun altro potesse finire il mio lavoro“). Sotto le vesti dello scienziato illuminato, troviamo dunque il classico mad doctor ottenebrato da manie di protagonismo e deliri d’onnipotenza (“Salverai il mondo o lo distruggerai!? Tu sei matto Steve, vuoi assumere la parte di Dio!“).
Ampio spazio viene riservato alle parentesi sentimentali, per quanto le tribolate relazioni tra Sorenson, la moglie ed il geologo Rampion lascino il tempo che trovano, rientrando a tutti gli effetti nella formula canonica delle grandi produzioni dell’epoca (il budget si aggira intorno ai 900.000 dollari, cifra non indifferente per quegli anni). Molto più interessante il versante figurativo dell’opera (c’è il mitico Eugene Lourie come Art Director), merito di un complesso scenografico estremamente curato ed dei notevoli effetti speciali.
Dopo una prima parte statica e tendente al verboso, il film si ravviva gradatamente fino a giungere ad un finale deflagrante: una volta di più il buon Marton conferma il proprio talento nello scandire i tempi dell’azione avventurosa, non mancando neppure una vivace sequenza subacquea, sorta di preludio al successivo “I Conquistatori degli Abissi” (1966).
Ambientato in Africa, ma girato in Spagna.
Maggiori Info
Citazioni
- Supponga che la fossa di Macedo si apra sotto l'oceano... una spaccatura lunga più di 1000 miglia che mette il magma surriscaldato in contatto con l'acqua dell'oceano: eruzioni, terremoti, maremoti di dimensioni apocalittiche!
- Io non so se potremmo fermare la distruzione che è stata scatenata, ma dobbiamo affrontare il fatto che noi abbiamo causato una spaccatura nella crosta terrestre!
- Disporre di illimitate energie è stato un sogno dell'umanità per centinaia e centinaia di anni.
- Abbiamo a portata di mano le illimitate riserve di calore del magma terrestre.
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