Uno sguardo al cinema horror e di fantascienza.

Innanzitutto, per "radiazione elettromagnetica" si intende la propagazione contemporanea dei campi elettrico e magnetico nello spazio: l'onda elettromagnetica viaggia alla velocità della luce - nel vuoto 3x10^8 m/s - lungo una direzione che è ortogonale rispetto a quella dei due campi che l'hanno generata (e che sono a propria volta perpendicolari tra loro). La distribuzione delle possibili frequenze della radiazione elettromagnetica definisce il cosiddetto "spettro EM".
Nell'ambito del presente Tag, l'interesse è focalizzato sulle radiazioni "ionizzanti", ossia quelle caratterizzate da frequenze talmente elevate da interferire sulle unità elettroniche delle entità molecolari con cui entrano in contatto. Oltre che da onde elettromagnetiche site nelle regioni più energetiche del continuum EM (UV, Raggi X, Raggi Gamma), la radiazione ionizzante può essere formata pure da particelle subatomiche o ioni che si spostano a grandi velocità (in questo caso si tratta di radiazioni corpuscolari). In generale, la radioattività (o "decadimento radioattivo") consiste quindi in un insieme di fenomeni fisico-nucleari per mezzo dei quali alcuni nuclei atomici non perfettamente bilanciati raggiungono un maggior livello di stabilità attraverso il rilascio di radiazioni ionizzanti. Stiamo dunque parlando di un processo atomico di tipo trasformativo, le cui alte emissioni energetiche sono in grado di causare gravi danni biologici (alterazione acidi nucleici, distruzione legami tra molecole...).
I primi studi scientifici sulla radioattività sono stati effettuati sul finire del XIX secolo. Tuttavia, la presa di coscienza circa il suo potenziale nocivo è avvenuta assai più tardi: in principio i rischi legati alla questione furono semplicemente ignorati, come nel caso dell'utilizzo scriteriato dei raggi X - scoperti dal tedesco Röntgen nel 1895 -, i quali vennero impiegati in spettacoli circensi e persino nella costruzione di dispositivi ricreativi che permettevano ai paganti di vedere le ossa delle proprie mani. Ma è soprattutto con gli anni '20 che l'equivoco assume dimensioni colossali dal momento che si fa strada la convinzione secondo cui una leggera esposizione all'elemento radioattivo possa conferire vigore e benefici all'organismo.(+) Di conseguenza, il mercato viene invaso da prodotti che esaltano le virtù del radium e non solo: il "Radithor" ("Certified Radioactive Water"), supposto ricostituente a base di isotopi del radio; il "Doramad", dentifricio al torio venduto in Germania fino al 1945; oltre che una lunga lista di cosmetici, medicinali, integratori... tutti ugualmente tossici.
L'annoso accumulo di eventi tragici e tristemente eclatanti - quali la drammatica vicenda delle "Radium Girls" o l'orribile fine del golfista Eben Byers - porterà ad un lento ma inesorabile cambiamento di atteggiamento nei riguardi del tema. Con l'avvento dell'era atomica e le immagini di due intere città praticamente rase al suolo dalle nuove tecnologie belliche, le paure inerenti al nucleare e alle radiazioni ionizzanti prendono finalmente il sopravvento nell'opinione pubblica.(+)
Tramite le sue vicende disseminate di bestie mutanti e contatori Geiger, ci pensa il cinema fantascientifico dei fifties a farsi portavoce e veicolo dei timori del periodo: un'ossessione nei confronti della radioattività - e degli effetti teratologici da questa provocati - che, pur mutando gli scenari, sarà una costante anche nei decenni successivi, a partire dai nipponici film di Honda e colleghi, fino ad arrivare al post-apocalittico degli anni '70 e '80.
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