Trama
In un imprecisato futuro, a seguito di un conflitto atomico, l’equilibrio ambientale del pianeta è stato totalmente sconvolto: il deserto ha fagocitato intere città ed in molte aree l’aria risulta essere oramai tossica e irrespirabile.
Di ritorno da un duro lavoro, il giovane Moses acquista i rottami di un androide rinvenuti tra le dune di una zona isolata. L’uomo li regala alla sua compagna artista, non immaginando le mortifere conseguenze del gesto: si tratta infatti dei resti di un M.A.R.K.-13, forma biomeccanica creata per fini militari ed equipaggiata con armi letali.
Il robot, dopo essersi auto-riparato nell’appartamento dell’ignara ragazza, incomincia a fare ciò per cui è stato programmato: terminare vite umane.
Nessuna carne sarà risparmiata.
Critica
6.5L’esordiente Richard Stanley, basandosi su una comic story del duo MacManus/O’Neill (“Shok!”, 1981), realizza un buon esempio di sci-fi post-atomica caratterizzato da uno stile di regia estremamente personale. Nonostante un budget piuttosto esiguo, “Hardware” riesce nella piccola impresa di rappresentare degnamente una squallida realtà dominata dal degrado e dalla confusione; un mondo in cui vagano personaggi sporchi, rivoltanti, ammorbati nei corpi e nelle menti dai teratogeni effetti dell’inquinamento radioattivo.
Al fine di rendere al meglio l’anarchia imperante in un simile avvenire distopico, il regista sudafricano punta su un’estetica tendente al “cyberpunk”. Le suggestive scenografie, l’uso peculiare del colore (filtri rossi e toni caldi consentono di cogliere vividamente l’arsura figlia di un clima torrido e polveroso) ed il montaggio allucinato sono tutti elementi di notevole interesse.
Tra echi apocalittici – numerosi i simbolismi/rimandi biblici – e momenti contraddistinti da un surrealismo semi-sperimentale, è possibile scorgere un pessimismo di fondo che vede nell’uomo la causa primigenia dei suoi stessi mali (del resto il M.A.R.K.-13 non è il classico androide impazzito, bensì una macchina militare intenzionalmente programmata per uccidere).
Da riscoprire.
Maggiori Info
- Tratto dal fumetto "Shok!" (1981) di Steve MacManus & Kevin O'Neill
Citazioni
- È diventato proprio un mondo schifoso... avrei voglia di andare a vivere nello spazio.
- Nessuna carne sarà risparmiata.
Curiosità
- Diversi sono i camei di personaggi celebri del mondo della musica: Carl McCoy dei “Fields of the Nephilim” è il nomade che rinviene i resti del robot; Lemmy Kilmister è il conducente del taxi; Iggy Pop dà voce al radio-predicatore.
- Il nome del robot è un preciso riferimento ad un passo del Vangelo secondo Marco. La minacciosa sentenza, più volte citata nella pellicola, secondo cui “Nessuna carne sarà risparmiata” ne costituisce una parte.
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