Trama
In un futuro venturo, l’attività bellica dell’uomo ha reso la Terra un luogo inabitabile: la radioattività ha raggiunto livelli senza precedenti e generato orride creature capaci di far fronte alle mutate condizioni, essendo in grado di nutrirsi di cibi contaminati e di respirare aria insalubre.
Tali avversità non hanno colto alla sprovvista Jim Maddison, il quale ha predisposto all’interno di un’area studiata un rifugio atto ad accogliere lui e la figlia Louise in caso di emergenza (circondata da colline ricche di piombo e soggetta all’azione di specifici venti, la zona è difatti rimasta protetta dalle radiazioni ionizzanti).
A dispetto della sua etica da buon cristiano, l’uomo però non ha contemplato l’eventualità di dover accogliere altri infelici, la qual cosa puntualmente si verifica: ben presto si troverà dunque a dover gestire una “famiglia allargata” della quale fanno parte soggetti problematici come l’ex spogliarellista Ruby, il mafiosetto Tony e il mutante – ma solo al primo stadio – Radek.
Come sovrappiù, su tutta la compagnia aleggia la minacciosa presenza di un terribile mostro munito di artigli d’acciaio e irrefrenabilmente attratto dal gentil sesso.
È il giorno della distruzione totale [...] il mondo che noi conosciamo ha terminato di esistere.
Critica
6Anno significativo il 1955 dal momento che segna l’esordio del Roger Corman regista, qui alle prese con il suo primo lavoro a carattere fantascientifico (se si esclude la direzione non accreditata di alcune sequenze del coevo “The Beast with a Million Eyes”, 1955), un post-atomico verbosetto che, a dispetto del budget irrisorio e della pochezza recitativa, ha il merito di anticipare temi e situazioni ricorrenti nelle produzioni a venire.
Fin dalle prime scene la vicenda si concentra sulle dinamiche psicologico-relazionali dei protagonisti, un eterogeneo gruppo di sventurati che, circondato da un mondo divenuto improvvisamente ostile (“Sopra la Terra e i mari incombe la mortale nube atomica“) e assediato da ignote forze mortifere (“Non esiste più niente di logico“), si trova costretto a condurre vita in comune entro gli angusti confini d’un sperduta vallata. Attriti, pulsioni e gelosie non tardano a manifestarsi e a minare la possibilità di una cooperazione costruttiva tra le parti (sembra un po’ di assistere ad un Romero ante-litterm in tutto ciò).
In generale, il genere umano viene mostrato sotto una luce ben poco favorevole, essendo causa medesima del proprio male – diretta conseguenza di un utilizzo scriteriato dell’energia nucleare – e al contempo incapace di compattarsi e porvi rimedio. Ed è a questo punto che la fede (cristiana) si rivela quale unica ancora di salvezza per la bizzosa umanità, soluzione perlomeno discutibile, ma che nella sci-fi cinematografica degli anni ’50 contava numerosi iscritti (si pensi a “La Guerra dei Mondi” di Byron Haskin, 1953). A riguardo, siamo quindi costretti a sorbirci una miriade di sentenze “Deo gratias” del tipo: “Era stato l’uomo a crearlo [il mostro], ma Dio l’ha distrutto“, “La Bibbia ci dà la forza di risolvere ogni problema“, “Esiste una forza più potente dell’uomo che nella sua infinita saggezza ha risparmiato alcune creature“, fino ad arrivare alla divina pioggia purificatrice del sottofinale (e su una simile presa di posizione la succitata analogia con Romero svanisce di botto).
Decisamente più interessante risulta invece la riflessione sociale dal sapore mathesoniano con la “mostruosità del mondo atomizzato” considerata alla stregua di una nuova specie senziente in attiva competizione con l’homo sapiens per l’ottenimento delle risorse e della stessa sopravvivenza (“Noi sappiamo che ci sono due forme di vita che lottano per sopravvivere qui in questa valle, ma una sola può vincere e dobbiamo essere noi!“).
Sul versante figurativo, quest’umanoide da dopobomba lascia parecchio a desiderare: un energumeno ricoperto di “cartone” che avanza maldestramente scacciando i proiettili come fossero moscerini… fortuna che si disvela nella sua interezza a soli 10 minuti dai titoli di coda.
Del resto, si sa… i film di Corman non sono adatti ai palati fini.
Maggiori Info
Citazioni
- E gli elementi arderanno nel fuoco rovente, e la Terra e tutte le cose del mondo saranno distrutte.
- È il giorno della distruzione totale [...] il mondo che noi conosciamo ha terminato di esistere.
- Noi 7 riuniti qui siamo forse l'inizio di una nuova era.
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