Trama
Negli oscuri recessi della metro di Londra dimorano due subumani antropofagi. Si tratta dei discendenti di alcuni operai abbandonati a se stessi dopo che, nel corso dei lavori di scavo dei binari, un cedimento del terreno li aveva sepolti vivi.
Sopravvissuti grazie alla presenza di sacche d’aria e al sostentamento offerto dal corpo dei colleghi deceduti, i disgraziati si sono ridotti ad un’esistenza animalesca che prevede pure il periodico rapimento – a fini alimentari – degli ignari frequentatori della metropolitana.
L’improvvisa scomparsa di un pezzo grosso della politica porta finalmente la polizia a svolgere una doverosa indagine sulla faccenda.
Chiudere le porte...
Critica
6.5Gary Sherman scrive e dirige un interessante esempio di horror britannico socialmente impegnato, il quale strizza l’occhio al cinema di George A. Romero e anticipa quello di Pete Walker.
E così, se nei tetri sotterranei della capitale sono celate mostruosità figlie d’un progresso realizzato sul sangue degli sfruttati, analogamente nelle pieghe del tessuto sociale si annidano i germi di una lotta di classe avida e senza quartiere (strepitoso l’incontro-scontro tra il proletario Pleasence e l’alto borghese Lee).
A livello narrativo, la vicenda è sviluppata attraverso un continuo cambio di ritmo: lento e sofferente durante le fasi di esplorazione dei labirintici cunicoli della metro (c’è pure un incredibile piano sequenza di quasi sette minuti); agile e scoppiettante non appena si respira l’aria della superficie e ci si concentra sulle investigazioni condotte dal battagliero ispettore di polizia – un Donald Pleasence su di giri che, tra una polemica sul tè in bustina e un modus operandi poco ortodosso (come quando, infastidito dalla presenza di un subalterno, gli intima di andare ad arrestare qualcuno), offre una prova tutta da gustare.
Per quel che riguarda la figura del cannibale, l’intensa interpretazione di Hugh Armstrong ne enfatizza gli aspetti patetici (le uniche parole che è in grado di pronunciare sono quelle udite quotidianamente dall’altoparlante della metropolitana), scelta che, con il procedere degli eventi, ci induce a considerarlo sempre più quale incolpevole vittima di una società cinica e spietata.
Maggiori Info
Citazioni
- La compagnia appaltatrice fece bancarotta e non poté recuperare le salme: i lavori vennero abbandonati e... così pure le vittime.
- Chiudere le porte...
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