Trama
Sapevate che nella Valle dei Re, non lontano dalla tomba di Tutankhamen giace quella di Ankh-Venharis, visitatore extraterrestre giunto dagli spazi siderali con addosso qualche etto di uno schifiltoso blob verdognolo che “distrugge i tessuti più di qualsiasi altra sostanza” e che ci illumina finalmente sulla vera causa della dipartita del giovanissimo faraone? (“Non appena Tutankhamen riuscì a toccare lo strano viaggiatore, sentì un grande bruciore e una terribile malattia consumò la sua carne“).
Sebbene non particolarmente strabiliato dalla scoperta, il professor Douglas McCadden del “California Institute of the Sciences” apprende questo e molto altro dal momento che, dopo aver portato su suolo americano il corpo rinvenuto nel sarcofago ed averlo bombardato di raggi X, esso si rivelerà tuttora vitale.
Scopo dell’alieno, il quale se ne va in giro ancora bendato senza che nessuno se ne accorga, è quello di tornarsene al più presto a casuccia. Il problema è che un buzzurro microcefalo, accecato dalle lusinghe del Dio denaro, gli ha sottratto i cristalli necessari per il viaggio interstellare.
Perché seppellire un forestiero nella tomba di Tutankhamen?
Critica
3I misteri dell’antico Egitto hanno spesso solleticato le feconde menti dei big del fantastico letterario: a partire da Poe fino ad arrivare a Bloch, passando per i vari Stoker, Haggard, Conan Doyle, Blackwood nessuno di questi grandi autori è rimasto immune al fascino di maledizioni millenarie e di polverose mummie.
Pur con risultati alterni, la “Settima Arte” ha tentato a più riprese di sfruttare le potenzialità di un filone tanto stimolante. A riguardo, tra i prodotti meno apprezzabili annoveriamo quello dell’esordiente Tom Kennedy, fortunatamente al suo unico film, il quale decide di accostarsi alla materia e di imbeverla pure di suggestioni fantascientifiche. Idea splendida sulla carta, ma che si scontra sin dai primi fotogrammi con un micidiale mix di incompetenze tecniche ed espressive, senza dimenticare la presenza di gravi lacune concettuali a livello di regole di genere (il dialogo in cui si confonde la sci-fi con il soprannaturale deve avermi accorciato la vita di un paio d’anni).
Noiosa all’inverosimile e totalmente priva di ritmo – interminabili le soggettive del mostro virate in verde -, la vicenda procede a tentoni mal sorretta da una sceneggiatura talmente deficiente che pare uscita da un ritrovo di peracottai: nessi causa-effetto allentati oltre ogni accettabile giustificazione, incongruenze temporali a profusione, psicologie alienanti, botta e risposta da barzelletta. Ad esempio, il piano di cattura dei presunti ladri della mummia da parte delle forze dell’ordine raggiunge vette di improbabilità tali da meritare di essere riportato integralmente (Professore: ‘Quella muffa sul bendaggio è qualcosa di molto strano. C’è già un ragazzo in ospedale. Chiunque tocca quella mummia, può fare la stessa fine’ Rettore: ‘Beh, allora se è così, chiunque ne sia in possesso finirà in ospedale prima o dopo…’ Poliziotto: ‘E là io lo prenderò!’).
Oltretutto “Time Walker” si prende anche maledettamente sul serio, precludendosi di fatto la possibilità di giocarsi la carta dell’ironia e risultando ancor più indigeribile di quanto già non lo sia, indipendentemente dai ricorrenti e sentiti omaggi ai classici della fantascienza dei fifties – su tutti, “L’Astronave Atomica del Dottor Quatermass” (1955) e “Fluido Mortale” (1958).
Alla luce di un simile obbrobrio filmico, la scritta finale “To be continued…” assume gli echi di una minaccia che, buon per noi, ad oggi non è giunta a concretizzarsi.
Maggiori Info
Citazioni
- Siamo d'accordo che abbiamo a che fare con qualcosa di sconosciuto, ma da questo a credere all'esistenza di un essere soprannaturale...
- Supponi che stia costruendo un ponte radio a lunga distanza: ha il circuito, ha anche il trasformatore e alcuni cristalli. Cos'altro gli serve?
- Perché seppellire un forestiero nella tomba di Tutankhamen?
Curiosità
- Le fattezze dell’extraterrestre – che sul punto di abbandonare la Terra ci rivela il suo reale aspetto – ricordano in parte quelle del cosiddetto “Alieno di Specie Alfa”, noto anche come “Grigio” o “Reticuliano”.
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