Trama
Max Renn, gestore di un piccolo canale televisivo specializzato in pornografia e violenza, scopre l’esistenza di un segnale pirata (il “Videodrome”) attraverso il quale vengono trasmesse esclusivamente scene di tortura ed esecuzioni. Affascinato dalla cosa, decide di mettersi sulle tracce degli autori del prodotto nell’ottica di acquistarlo.
Tutto sembra condurre al professor Brian O’Blivion, guru dell’etere convinto che al giorno d’oggi la televisione abbia assunto un’importanza tale da essere diventata la Bibbia delle masse, motivo per cui da oltre un ventennio comunica solo in video.
Pur non riuscendo a parlare direttamente con il professore, Max ottiene dalla di lui figlia una videocassetta dal contenuto esplicativo; tuttavia, la visione della pellicola gli provoca fortissime emicranie, nonché tormentosi stati allucinatori. Per il pover’uomo sarà l’inizio di uno sprofondo psicofisiologico che comprometterà irreparabilmente la sua percezione del reale.
Gloria e vita alla Nuova Carne!
Critica
10Capolavoro assoluto di David Cronenberg, “Videodrome” è la grande metafora attraverso la quale egli esprime le proprie preoccupazioni sulle conseguenze che il bombardamento mediatico nella società contemporanea può produrre sullo spettatore. Una riflessione intrisa di un pessimismo radicale sul concetto di potere mass-mediale e sulla de-individuazione cui questo mira al fine di eliminare ogni forma di resistenza (pensiero critico), così da poter liberamente perpetuare se stesso.
D’altro canto, il regista canadese, da risoluto sostenitore dell’inscindibilità del legame mente-corpo qual è sempre stato, ci tiene a sottolineare come la volontà politica di conformare le menti e di appiattire le coscienze conduca a mutamenti fisiologici, oltre che psicologici. Evidente in questo senso risulta l’influenza dei sociologi della scuola di Toronto, in particolare quella del pensiero anticipatore di Herbert Marshall McLuhan, il quale nel suo testo più celebre (“Gli Strumenti del Comunicare”) così si esprimeva: “Una volta che abbiamo consegnato i nostri sensi e i nostri sistemi nervosi alle manipolazioni di coloro che cercano di trarre profitti prendendo in affitto i nostri occhi, le orecchie e i nervi, in realtà non abbiamo più diritti”.
Le parole stesse di Bianca O’Blivion secondo cui “non tutti guardando le immagini registrate su nastro Videodrome vedono le stesse cose… è il segnale Videodrome che è nocivo, non le immagini che credi di vedere” costituiscono un esplicito riferimento alla celebre espressione coniata da McLuhan per la quale “Il medium è il messaggio”. Tale sentenza pone l’accento sul concetto per cui “il vero messaggio di un medium sta nel mutamento che produce, indipendentemente dal suo contenuto”: prima ancora che sul “cosa”, lo studio dei media dovrebbe dunque concentrarsi sui criteri strutturali con cui essi organizzano la comunicazione.
Il segnale Videodrome porta quindi allo sviluppo di un vero e proprio nuovo organo – sito a livello encefalico -, il che si traduce a sua volta nella produzione di un inedito tipo di individuo (la “Nuova Carne”), privo di una volontà propria e facile da programmare e riprogrammare. Quest’ultimo aspetto è reso magistralmente dagli indimenticabili effetti speciali di Rick Baker, i quali pongono in essere un vero e proprio ribaltamento dei ruoli, donando caratteri umani alle macchine (le Betamax che respirano, il televisore che pulsa, freme di eccitazione e sanguina) e riducendo l’uomo a mero accessorio meccanico (con il protagonista che si trasforma in una sorta di videoregistratore).
Non mancano spruzzatine di sarcasmo al vetriolo come l’integrazione a base di televisione offerta ai barboni all’interno della “Chiesa Catodica” o l’idea stessa di fare del boss della multinazionale un promotore di occhiali – del resto, la cura della vista è importante quando si desidera che la gente trascorra gran parte del tempo di fronte ad un televisore.
Cast superbo: James Woods è divino nei panni di Max Renn, individuo scostante e machiavellico destinato a fungere da cavia umana per qualcosa che va ben al di là della sua comprensione e dei suoi ristretti orizzonti utilitaristici. Stupenda la voce dei “Blondie” Deborah Harry nei panni della speaker radiofonica Nicki Brand, ennesima vittima del segnale.
Se nel cinema di genere la perfezione esiste, il suo nome è “Videodrome”.
Maggiori Info
Citazioni
- Lo schermo televisivo è ormai il vero e unico occhio dell'uomo. Ne consegue che lo schermo televisivo fa ormai parte della struttura fisica del cervello umano [...] Ne consegue che la televisione è la realtà e che la realtà è meno della televisione.
- Viviamo in un'epoca di eccitazioni anormali. Cerchiamo l'eccitazione per l'eccitazione... ne vogliamo tanta, la cerchiamo in tutto.
- Gloria e vita alla Nuova Carne!
Curiosità
- Nel classico del cyberpunk “Luce Virtuale” (William Gibson, 1993) si parla di una comunità pseudo-cristiana fondata da tal reverendo Fallon che, similmente a quanto avviene per la “Chiesa Catodica” in “Videodrome”, ha eletto la televisione quale mezzo salvifico per eccellenza. Oltretutto, estremamente divertente è il fatto che un personaggio del romanzo viene bandito da detta comunità con l’accusa di aver fatto vedere alla genitrice proprio la pellicola di Cronenberg, essendo la sua critica al sistema mass-mediale considerata lesiva nei riguardi della dottrina fallonista (“Sai cosa dicono di me qui? Che sono un apostata. […] Perché ho fatto vedere a mia madre quel film di Cronenberg, ‘Videodrome’. E loro dicono che è del demonio. […] Ci sono film che sono del demonio. O almeno questo è quanto dice il reverendo Fallon. Dice che tutti i film di Cronenberg sono del demonio”).
- Molti dei concetti espressi in “Videodrome” da Cronenberg possono essere ritrovati nel pensiero del filosofo e sociologo francese Jean Baudrillard.
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